Una passeggiata a Spoleto

Spoleto, una vista della città

Se vi trovate in Umbria avete solo l’imbarazzo della scelta: sono davvero tante le piccole città d’arte da scoprire. E’ la fortuna di vivere in questa regione, dove basta spostarsi di poco per godere di scenari sempre unici, ma accomunati dal caratteristico sapore medievale.

Oggi vi parlo di Spoleto, che di recente è diventata ancora più nota a livello nazionale in quanto set cinematografico della fiction Don Matteo, ruolo da poco ‘sottratto’ a Gubbio, che per molti anni ha ospitato la serie televisiva e ne ha guadagnato non poco in notorietà.

Duomo SpoletoDuomo di Spoleto

Proseguendo verso la parte alta della città, si passa davanti al Palazzo Comunale con la sua interessante meridiana e dopo dieci minuti di cammino (in salita) si arriva alla Rocca di Albornoz, sicuramente il monumento più rappresentativo di Spoleto assieme al Ponte delle Torri. La fortezza della Rocca rivela la sua funzione difensiva e di controllo della città e per molti anni – fino al 1982 – è stata adibita a carcere.

Rocca AlbornozRocca di Albornoz, vista dal Ponte delle Torri

Proseguendo il sentiero Francescano alla destra della Rocca, si arriva al magnifico Ponte delle Torri, l’acquedotto di epoca romana che collega il colle Sant’Elia su cui sorge la città alla vicina Monteluco. La costruzione è veramente imponente – 76 metri di altezza per 286 di lunghezza – e fa un po’ paura per l’assenza di parapatti o protezioni, per cui si raccomanda la massima attenzione soprattutto se si hanno dei bambini al seguito. A metà del ponte c’è una piccola loggia centrale dove è possibile sedersi ed ammirare il panorama, provando la stessa sensazione di stare affacciati in terrazza, con la differenza di trovarsi a svariati metri di altezza!

Ponte delle torri Ponte delle torri, Spoleto: al centro la loggia panoramica

Perfino Goethe dedicò dei versi al maestoso Ponte delle Torri, che sono incisi in una targa:

“Sono salito a Spoleto e sono anche stato sull’acquedotto, che nel tempo stesso è ponte fra una montagna e l’altra. Le dieci arcate che sovrastano a tutta la valle, costruite di mattoni, resistono sicure attraverso i secoli, mentre l’acqua scorre perenne da un capo all’altro di Spoleto. È questa la terza opera degli antichi che ho innanzi a me e di cui osservo la stessa impronta, sempre grandiosa. L’arte architettonica degli antichi è veramente una seconda natura, che opera conforme agli usi e agli scopi civili. È così che sorge l’anfiteatro, il tempio, l’acquedotto”.

Imponenza, maestosità, grandezza. Il ponte è li da così tanto tempo, non posso che concordare con Goethe sul fatto che oramai è divenuto parte stessa della natura. Quasi non sembra un’opera dell’uomo per quanto è bene integrato nel paesaggio e per il modo in cui lo valorizza.

Un ultimo consiglio se arrivate da fuori e cercate un posto particolare dove soggiornare. Esiste un hotel con una vista mozzafiato, appena sotto la Rocca Albornoziana, che regala un panorama molto suggestivo sul ponte delle torri ed i boschi di Monteluco. Di sera, quando tutto è illuminato è veramente uno spettacolo!

La vista 'vertiginosa' dal Ponte delle TorriLa vista ‘vertiginosa’ dal Ponte delle Torri

 [P.S. Purtroppo le foto non rendono la bellezza della città, la giornata era grigia e piovosa. Tornerò di sicuro a farne altre!]

Mente e cuore di The Curious Café, originaria della verde Umbria con un amore sconfinato per il mare. Travel & lifestyle blogger per passione, SEO e Social Media sono il mio pane quotidiano per lavoro.
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